Scala: «Un grande gruppo; umiltà, lavoro e sudore»

27/07/2019

Ecco la ricetta del Club Manager biancorosso

Nell'ultimo giorno di ritiro, a Bedollo è tempo di bilanci. Matteo Scala, Club Manager e futuro DS dei galletti, in questi mesi ha condotto tutte le operazioni di mercato che, già a fine luglio, hanno portato alla corte di mister Cornacchini una rosa quasi completa.  

«Da qui alla fine del mercato ci sono ancora molti giorni, ma ci eravamo dati degli obiettivi specifici - scelti sia per caratteristiche tecniche, sia umane - e li abbiamo raggiunti. Se nelle prossime settimane dovessero presentarsi altre opportunita la Società sicuramente non si tirerà indietro, ma tutto quello che ci eravamo prefissati lo abbiamo raggiunto già a metà luglio e credo sia un grande risultato. Nei prossimi giorni aspettiamo solo di definire gli ultimi dettagli per portare a termine un paio di colpi, ma siamo fiduciosi di chiudere all'inizio della prossima settimana. La nostra idea era quella di consegnare una rosa più o meno definita al rientro a Bari; se non ci saranno intoppi dovremmo farcela. Ferrari e D'Ursi dovranno sostenere le visite mediche, ma sono trattative ben avviate e in via di definizione. Il merito del mercato principalmente è del Presidente e della Proprietà, perché grazie ai loro investimenti siamo riusciti a portare a casa i colpi che ritenevamo fossero funzionali al nostro progetto che è quello lasciare questa categoria il prima possibile. Può mancare qualcosa dietro, un quarto centrale, un giovane per completare l'organico. Le occasioni non mancano, possono spostarsi gli equilibri anche di situazioni che sembravano impensabili. È il mondo del calciomercato; per noi però l'organico a livello di numeri e caratteristiche è questo».

Un mercato importante, ma Scala frena gli entusiasmi: «Sarà solo il campo a dirci se le nostre sono state scelte giuste, ma pensiamo di aver operato bene; questo non è il momento di mettersi medaglie al petto, ma di lavorare. La squadra è forte e con tante alternative, ma dobbiamo vincere le partite e per quello si deve correre, sudare. Le qualità tecniche sono solo una delle compenenti che servono per vincere, poi ci vuole molto altro su cui si lavora giorno per giorno».

Una squadra competitiva, con buone qualità tecniche e umane, ma guai a sedersi sugli allori. 
«Non penso a cosa succederà il prossimo anno, penso alla Sicula Leonzio perché la C è un campionato difficile. Abbiamo preso dei calciatori giovani, di prospettiva. Il nostro obiettivo è chiaramente metterci il meno possibile a lasciare questa categoria, ma laddove dovessimo fare un doppio salto subito, questa rosa è sicuramente una buona base per il futuro. Chi è qua fa parte del progetto. Certo la concorrenza è tanta, ma per noi è importante che ci sia: ci si allena con più fame, la domenica si corre di più e con 5 cambi la nostra forza saranno le alternative. Se poi qualcuno si sentirà un pochino chiuso sono a disposizione per trovare delle soluzioni, ma chi è qua può dare un contributo».

Una rosa prevalentemente under30 per il Bari, qualche giocatore d'esperienza, uno staff collaudato. Che gruppo sta nascendo? «Abbiamo molti giocatori che hanno fatto la C e che l'hanno vinta; ci sono ragazzi con un ottimo tasso tecnico; alcuni che vengono da categorie superiori. Hanno vinto e sanno cosa serve per farlo. Noi il campionato lo scorso anno lo abbiamo vinto in trasferta, perché la differenza l'ha fatta la tenuta mentale, la corsa e il lavoro dello staff».

Bilancio positivo per il ritiro pre campionato in terra trentina, grazie anche al supporto dell'APT Pinè Cembra, Trentino Marketing e dei Comuni di Bedollo e Baselga: «Abbiamo ricevuto una accoglienza incredibile; è stato un ritiro da 10 e lode sia per l'organizzazione, sia per la dedizione con cui i ragazzi si sono messi a disposizione. Per noi il lavoro è la base per raggiungere i risultati, lo staff è molto esigente. Ci vuole tempo ma i ragazzi sono partiti con il piede giusto: in campo si lavora sodo e nello spogliatoio c'è un clima sereno».

I galletti ritrovano la Sicilia nel loro percorso: si riparte da Lentini, contro la Sicula Leonzio. «Io sono scaramantico. Lo scorso anno abbiamo iniziato in Sicilia, abbiamo finito in Sicilia e da lì ripartiamo, quindi spero sia di buono auspicio. Poi le parite sono tutte difficili, ci sono molti turni infrasettimanali, qualche difficoltà logistica per via degli anticipi, i posticipi, partite alle 17. La logistica sarà importante, insieme alla gestione dei recuperi. Sono convinto che i dettagli faranno la differenza, perché andremo in campi difficili e sono sicuro che il San Nicola farà la differenza: mi auguro che ci saranno molti abbonati e molte persone allo stadio. I ragazzi ne hanno bisogno e la società lo merita, anche per gli investimenti che sta facendo».

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