Di Cesare: «Siamo in un buon momento, dobbiamo continuare così»

12/11/2019

«Il momento più bello? Spero debba ancora arrivare».

La fascia da capitano, una vittoria importante e 100 presenze con la maglia del Bari. Valerio Di Cesare ha festeggiato questo importante traguardo nell'unico modo possibile: in campo, contro il Bisceglie, segnando anche la sua 10ima rete in biancorosso.

«È la squadra in cui ho fatto più presenze, quindi ci tengo particolarmente. Ho quasi 36 anni e un altro anno di contratto, ma per ora voglio fare bene quest'anno per provare a raggiungere il nostro obiettivo. Nella mia carriera ho cambiato molte squadre e molte città, ho bei ricordi in ognuna di esse; mi sono sempre trovato bene. In questi giorni ho ricevuto molti messaggi di auguri per questo traguardo, sono stati tutti molto belli soprattutto quelli dei miei compagni: siamo un bel gruppo».

Inevitabile il classico bilancio del "momento più bello e quello più brutto" in biancorosso: «Quello meno piacevole è facile: la partita contro il Novara nel mio primo anno a Bari. Avevamo fatto una grande stagione e io ero convinto che avremmo potuto raggiungere le Serie A, avevamo le carte in regola per farlo; purtroppo non è andata così. Il momento più bello spero debba ancora arrivare».

Ma lui, che un campionato di Serie C lo ha già vinto, cosa si aspetta da questa stagione? «Il mio obiettivo è il 26 aprile. Vincere quest’anno vorrebbe dire aver vinto una scommessa, perché per me - senza voler peccare di presunzione - venire in serie D all'inizio non è stato facile. Lo scorso anno non era semplice e si è visto, ma ho sempre detto che questa stagione sarebbe stata più dura. La Reggina sta facendo un grande campionato, noi però dobbiamo guardare a noi e continuare a seguire le indicazioni del mister perché sono convinto che ci porteranno lontano. Ora siamo passati alla difesa a 4, ma cambia poco rispetto a quella a 3 perché anche in quel caso il Mister faceva scalare alto Costa e si difendeva comunque a quattro. Con la Vibonese e con l'Avellino abbiamo sbagliato la fase difensiva perché non abbiamo fatto le cose che ci ha chiesto il Mister: se le facciamo sbagliamo molto meno, ragionando sempre da squadra, l'errore individuale può capitare».

Fuori dal campo lo lega a Mirco Antenucci un rapporto di grande amicizia: «Lui e io dobbiamo fare molto di più, ma ci sono anche altri calciatori che hanno esperienza come Scavone e Frattali che possono dare una mano ai più giovani. Noi entriamo in campo per vincere ogni partita. Ora siamo in un buon momento, dobbiamo fare il massimo fino a gennaio e vincerle tutte e sei. Adesso dobbiamo pensare alla Paganese: troveremo una squadra diversa da quella incontrata in Coppa Italia, quello era calcio d'agosto».

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